Progetti fotografici personali
A un certo punto le occasioni fotografiche non bastano più. Hai imparato la tecnica, sai comporre, sai gestire la luce, ma nel tuo archivio ci sono centinaia di scatti scollegati. Buoni, belli, ma raccontano poco o solo parzialmente.
Il passo successivo non è la tecnica, e nemmeno altre attrezzatura fotografica…
Il prossimo passo è decidere cosa vuoi raccontare.
Un progetto fotografico personale è questo: un insieme di immagini tenute insieme da un'idea. Un progetto ha una direzione, una domanda che lo guida, un punto di vista riconoscibile. C’è differenza tra scattare e raccontare.
Il problema è che nessuno ti insegna come si fa. I corsi si fermano alle basi. I tutorial online spiegano tutto, ma non come trovare una storia che vale la pena seguire per mesi. Così molti fotografi restano impantanati in una terra di mezzo: sanno fotografare, ma non sanno cosa raccontare.
Il punto di partenza è quasi sempre più vicino di quanto pensi. Non serve andare dall'altra parte del mondo. Serve osservare la realtà che ti circonda e chiederti: a me, cosa interessa davvero? Non l’elemento fotogenico… cosa mi appassiona, cosa mi fa tornare più volte nello stesso posto, cosa non riesco a smettere di osservare.
Robert Frank ha attraversato l'America in macchina, ma il suo progetto non era sugli americani. Riguardava il suo modo di sentirsi straniero in un paese che non capiva. Luigi Ghirri fotografava il paesaggio italiano, ma il suo progetto era un'indagine su come le immagini modificano la nostra percezione.
Il soggetto è solo la superficie. Sotto c'è sempre una domanda personale.
Una volta colta la domanda, il lavoro diventa concreto. Scegli dei vincoli: un luogo, un formato, un arco temporale. I vincoli non limitano — liberano. Ti tolgono l'ansia di dover fotografare tutto e ti danno un’area da approfondire.
Poi mostri il lavoro a qualcuno di cui ti fidi. Un occhio esterno è sempre utile per crescere.
Non esiste il momento giusto per iniziare. Se aspetti di essere pronto, non inizierai mai.
Un progetto si definisce in corso d’opera, scatto dopo scatto, errore dopo errore. L'importante è porsi un tema e avere la voglia e la pazienza di seguirlo.
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